San Giorgio il cavaliere, tra leggende e sogni d'oltremare

Approfondimenti

23-04-2021

di Angelofabio Attolico


Percorrere le vie del Cammino Materano può portare a fare nuove scoperte e a vedere la storia da una prospettiva diversa. In particolare, quando il viandante giunge a Gravina in Puglia sulla Via Peuceta e nei paesi di Locorotondo e Laterza sulla Via Ellenica, potrà cogliere i segni di un antico culto popolare in onore di San Giorgio, un santo al centro di un'affascinante storia che ha determinato la sua iconografia nel corso dei secoli.


Dalle fonti più antiche in nostro possesso, pare che Giorgio, nato verso il 280, fosse originario della Cappadocia (regione dell'odierna Turchia); trasferitosi in Palestina, si arruolò nell'esercito, all'interno del quale fece una rapida carriera, fino al punto di giungere a far parte della guardia del corpo dell'imperatore, divenendo ufficiale delle milizie. Il suo martirio sarebbe avvenuto per decapitazione sotto Diocleziano (284-305 d.C.) dopo una serie di miracoli, tra cui tre resurrezioni. 


Verona

Verona, Chiesa di San Zeno, San Giorgio e il drago (XIV sec.)


In realtà è solo nel basso medioevo che la sua immagine si carica dei tipici attributi che molti affreschi ci hanno trasmesso, grazie alla fortunata circolazione in tutta Europa di una serie di leggende popolari di difficile datazione, che trovarono una loro cristallizzazione nella Legenda Aurea (1260 - 1298), una raccolta di biografie agiografiche composta in latino da Jacopo da Varazze, frate domenicano e vescovo di Genova. 


Nelle biografia dedicata al Santo, Giorgio libera una principessa e la città di Silena, in Libia, da un drago che si era reso responsabile di diversi omicidi in cambio della conversione dei suoi abitanti.


Questa leggenda, che narra anche come il cavaliere abbia ferito il mostro con la sua lancia, si diffuse probabilmente solo a partire dall'epoca crociata (XI-XIII sec.) come sintesi dei valori cavallereschi e come rappresentazione simbolica della lotta del bene contro il male. Tale elemento sembra confermato sia dalla sua ricezione privilegiata nei luoghi direttamente coinvolti nelle spedizioni in Oriente (Genova in primis, ma anche le "nostre" Gravina e Laterza, che erano sulla direttrice del percorso medievale dell'Appia, che conduceva agli imbarchi di Taranto e Brindisi), sia dal fatto che negli affreschi bizantini di datazione precedente, Giorgio sembra essere rappresentato diversamente.    


Sigillum di Gravina in Puglia


A Gravina, il cammino non a caso ha dedicato al Santo il sigillum ufficiale: presso l'attuale Via Casale, in un'area fuori dalle mura dell'abitato antico connessa a un antico torrente, sorge in stato di abbandono la chiesa di San Giorgio, la cui datazione, in mancanza di studi specifici rimane ancora dubbia, ma che pare possa essere collocata nei secoli centrali del basso medioevo (XII-XIII?).  La chiesa probabilmente fu gestita, almeno da un certo punto in poi, dall'ordine degli Ospitalieri di San Giovanni, probabilmente anche in virtù della posizione strategica della città nella viabilità medievale locale; legata alla stessa chiesa sembra essere anche l'istituzione della secolare Fiera agricola e zootecnica di San Giorgio, tutt'ora attiva, che la storiografia locale tende a far risalire a Carlo II d'Agiò (fine XIII sec.).

chiesa gravina

Gravina in Puglia (Ba), chiesa medievale di San Giorgio


A Laterza, sempre fuori dal centro storico, si può invece apprezzare la chiesa ipogea medievale (XI-XV sec.) dedicata allo stesso santo, connessa a un insediamento rurale (casale) di cui rimangono visibili solo le testimonianze rupestri, collocate nella gravina denominata "Valle del Cervo" e attestata nei documenti di XVI sec. come lama Sancti Giorgi. La chiesa presenta ancora un apparato decorativo ad affresco, nel quale San Giorgio è rappresentato a cavallo raffigurato in abiti cavallereschi, nell’atto di trafiggere con una lancia un drago. Sulla parete laterale destra della chiesa è rappresentato un episodio della vita dello stesso San Giorgio, tratto dalla Legenda Aurea: il Santo duella con un drago dal corpo di pipistrello e dalla testa di grifone, mentre la Principessa Elisabea cinge il mostro con un guinzaglio. In alto la città di Silene con il popolo che assiste al combattimento: l'intera scena rappresenta un vero proprio unicum inquadrabile nello stile gotico cortese. 


laterza

Laterza (Ta), chiesa rupestre di San Giorgio. 

Il Santo è rappresentato anche in altri monumenti medievali di altri centri interessati dal cammino, a cui forse un giorno dedicheremo un altro approfondimento.  



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