La Via Ellenica

da Brindisi a Matera

“Apulia, cujus metropolis est Brundiston, per istam navigatur in terram sanctam” recita la didascalia del mappamondo di Hyggeden del 1360, a testimonianza della millenaria importanza di questa città come principale porto d’imbarco verso l’Oriente e la Terra Santa. Alla Porta d’Oriente i pellegrini giungevano attraverso la Via Appia-Traiana che proprio a Brindisi si concludeva. Dalla colonna terminale della Regina Viarum ha inizio un affasciante cammino che collega: due siti Unesco (i Sassi di Matera e i Trulli di Alberobello), i meravigliosi borghi della Valle d’Itria, e il paradiso naturalistico del Parco delle Gravine, straordinario museo a cielo aperto della civiltà rupestre e preistorica.

Le tappe

Prima tappa
BRINDISI - SERRANOVA


Seconda tappa
SERRANOVA - CAROVIGNO


Terza tappa
CAROVIGNO - OSTUNI

Tra gli ulivi millenari


Quarta tappa
OSTUNI - CISTERNINO

Primo passo in Valle d’Itria


Quinta tappa
CISTERNINO - LOCOROTONDO


Sesta tappa
LOCOROTONDO - ALBEROBELLO

Alla scoperta dei trulli


Settima tappa
ALBEROBELLO - MARTINA FRANCA


Ottava tappa
MARTINA FRANCA - CRISPIANO

Immersi nei boschi


Nona tappa
CRISPIANO - MASSAFRA

Primo passo nella Terra delle Gravine


Decima tappa
MASSAFRA - MOTTOLA


Undicesima tappa
MOTTOLA - PALAGIANELLO - CASTELLANETA


Dodicesima tappa
CASTELLANETA - LATERZA


Tredicesima tappa
LATERZA - GINOSA


Quattordicesima tappa
GINOSA - MONTESCAGLIOSO

Verso la Lucania


Quindicesima tappa
MONTESCAGLIOSO - MATERA

L’arrivo alla città dei Sassi

Prima Tappa

Brindisi - Serranova

Distanza: 26,26 km

Altitudine max: 56 m

Terreno: asfalto e strada bianca

Tempo di percorrenza: 7.30 h


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La Via Ellenica del Cammino Materano parte da Brindisi, punto storico d’imbarco per la Terra Santa. Dallacolonna che segnalava la fine della Via Appia, il viandante raggiunge l’altro lato del Golfo mediante una simpatica barchetta che attracca al rione Casale. Di qui inizia il suo viaggio a piedi, che lo porterà, passando dalla chiesa medievale di Santa Maria (luogo in cui si celebrò un noto processo ai templari nel 1310) ed attraversare la costa Adriatica per una decina di chilometri in direzione nord, in un tratto coincidente con la Via Traiana – Francigena. Prima di giungere nella riserva naturale di Torre Guaceto, la Via Ellenica diverge e, dopo aver attraversato la SS16bis mediante un cavalcavia, si dirige verso sud ovest attraverso una strada bianca caratterizzata da ulivi e fichi d’india. Il viandante così giunge a Serranova, piccolo borgo rurale creato durante la riforma agraria: imperdibile la sosta al market di Tonino, genius loci della prima tappa.

Seconda Tappa

Serranova - Carovigno

Distanza: 13,25 km

Altitudine max: 175 m

Terreno: asfalto e sterrato

Tempo di percorrenza: 3 h


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Partendo dal market di Tonino, superato il castello di Serranova (privato), si svolta a sinistra e ci si immerge immediatamente in una pista ciclabile delimitata dai classici muretti a secco pugliesi. Intorno, una distesa di ulivi secolari dai corpi annodati, fichi d’india e qualche villetta isolata. Il viandante potrà perdersi nel silenzio di queste campagne e nelle giornate di maestrale approfittare della frescura dell’Adriatico, distante solo pochi chilometri. Attraverso un sentiero di eucalipti e di bassa macchia mediterranea fiorita, il pellegrino dopo solo una decina di chilometri inizia a intravede l’abitato di Carovigno, con il suo caratteristico centro storico dominato dal Castello Dentice di Frasso.

Terza Tappa

Carovigno - Ostuni

Distanza: 18 km

Altitudine max: 231 m

Terreno: asfalto sterrato

Tempo di percorrenza: 5 h


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In questa tappa si attraversa la Piana degli ulivi secolari nella quale si concentrano gli esemplari più antichi di tutta la Puglia: un luogo sacro della civiltà mediterranea delle cui origini restano questi colossali testimoni, patriarchi vegetali e maestosi monumenti viventi che accompagnano il viandante per l’intera tappa fino alla “città bianca” di Ostuni, splendidamente arroccata su un’alta collina da cui si ammira un magnifico panorama che spazia su un vastissimo paesaggio che arriva fino al mare. Nel cuore del centro storico due sono gli incontri che ogni viandante non deve mancare: quello con la donna di Ostuni, i resti di una madre del Paleolitico, e quello con Tonino Zurlo, artigiano del legno d’ulivo e cantastorie che dalla terra e dalla natura trae ed estrae incantevoli manufatti, testi e melodie.

Quarta Tappa

Ostuni - Cisternino

Distanza: 19,5 km

Altitudine max: 398 m

Terreno: sterrato e asfalto

Tempo di percorrenza: 5 h


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Si lascia la “città bianca” passando dal Parco archeologico di Santa Maria di Agnano, luogo di ritrovamento della Donna di Ostuni; attraverso una serie di sentieri si abbandona progressivamente la foresta di ulivi che caratterizza la piana costiera e dopo aver scalato il gradone murgiano ci si inoltra nel paesaggio tipico della Valle d’Itria i cui tratti salienti sono la sopravvivenza di tratturelli, macchie di bosco e la massiccia diffusione di piccoli appezzamenti coltivati, delimitati dai caratteristici muretti a secco che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità; all’interno degli appezzamenti sorgono i famosi trulli, tipiche costruzioni rurali coniche in pietra calcarea a secco e mirabili espressioni dell’anima contadina della Puglia. Silenziose contrade conducono il viandante fino a Cisternino.

Quinta Tappa

Cisternino - Locorotondo

Distanza: 17 km

Altitudine max: 405 m

Terreno: asfalto e sterrato

Tempo di percorrenza: 4/5 h


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Si parte da Cisternino definita da Hidenobu Jinnai “un grande capolavoro di architettura senza architetti”; un insieme architettonico di stradine, slarghi e casupole formatosi nel corso dei secoli e che conserva inalterato il suo fascino rurale ed antico. Si percorrono stradine di campagna e sentieri che si snodano tra muretti a secco e trulli; a circa metà tappa ci si immette sullo sterrato dell’Acquedotto Pugliese: la più grande opera d’ingegneria idraulica d’Europa possiede infatti delle strade di servizio percorribili per lunghi tratti. Su questo sentiero si trova inoltre la singolarissima oasi spirituale dell'Ashram di Bhole Baba, dove la sosta è d’obbligo. Dopo alcuni chilometri il viandante giunge ai piedi del borgo di Locorotondo, magnifica perla adagiata su una collina terrazzata con vigne autoctone.

Sesta Tappa

Locorotondo - Alberobello

Distanza: 23 km

Altitudine max: 425 m

Terreno: sterrato e asfalto

Tempo di percorrenza: 6 h


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Si parte dal “Locus rotundus”, luogo della bellezza circolare, il cui centro storico custodisce le caratteristiche casette a "cummerse" con i tetti spioventi ricoperti di chiancarelle (lastre calcaree simili a quelle usate per i trulli). Nella prima metà della tappa si percorrono contrade e sentieri costellati di trulli, autentici capolavori architettonici che qui creano un paesaggio unico al mondo, arcaico e incantato. Imboccando il cosiddetto Canale di Pirro il paesaggio muta profondamente: un lungo sentiero AQP, che si snoda sul ciglio di una imponente e spettacolare dolina, attraversa un’oasi naturalistica all’interno della quale sopravvivono antiche macchie di querceti. Superata la frazione di Coreggia il viandante giunge infine ad Alberobello conosciuta come “la città dei trulli” (patrimonio Unesco) poiché il suo borgo è interamente composto da questi magnifici edifici.

Settima Tappa

Alberobello – Martina

Distanza: 19 km

Altitudine max: 490 m

Terreno: terreno e asfalto

Tempo di percorrenza: 5 h


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Si lascia Alberobello percorrendo i sentieri del Bosco Selva, residua testimonianza di un più esteso bosco di querce che anticamente ricopriva una larga parte di questo territorio. Il manto boschivo è formato principalmente da alberi di fragno, leccio e roverella (elementi tipici all’interno del paesaggio pugliese) ma vi crescono anche numerosi arbusti tra i quali corbezzoli, lentischi e le berrette del prete. Superato il bosco, il percorso si snoda tra sentieri e stradine incorniciati da muretti a secco e immersi nel tipico paesaggio agrario costituito da campi di grano, uliveti e vigneti, agriturismi e masserie. La tappa si conclude a Martina Franca, perla barocca della Valle d’Itria.

Ottava Tappa

Martina Franca – Crispiano

Distanza: 27,4 km

Altitudine max: 504 m

Terreno: sterrato e asfalto

Tempo di percorrenza: 7/8 h


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La tappa si svolge in gran parte lungo sentieri che attraversano aree boscate. La prima di queste è la Riserva naturale orientata Murge Orientali; il cammino costeggia la Masseria Galeone scuola di equitazione del CFS, centro di allevamento del cavallo murgese e sede del Museo dedicato a questa splendida razza autoctona. La seconda è il Bosco delle Pianelle, uno dei più importanti ed estesi polmoni verdi della Puglia; il bosco sorge all'interno di una grande dolina carsica (Gravina del Vuolo) e la sua flora dominante è costituita da una lecceta con esemplari di dimensioni straordinarie, notevoli al punto che l’illustre botanico Valerio Giacomini li ha definiti “tra i più belli d’Italia”. La tappa termina a Crispiano, città delle cento masserie nonché spartiacque tra la Valle d’Itria e la Terra delle Gravine.

Nona Tappa

Crispiano – Massafra

Distanza: 17,5 km

Altitudine max: 249 m

Terreno: sterrato e asfalto

Tempo di percorrenza: 5 h


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Da Crispiano il viandante si inoltra lentamente nella Terra delle Gravine, una delle più importanti aree naturalistiche d’Europa, costituita da imponenti canyon carsici disposti a ventaglio intorno all’arco ionico del Golfo di Taranto. Si lascia Crispiano camminando per alcuni chilometri proprio all’interno di una piccola gravina (di Triglie), percorrendo un sentiero che corre nell’alveo tra la fitta vegetazione tipica della macchia mediterranea e le tracce di insediamenti rupestri (un villaggio composto da numerose case-grotta e due chiese, di San Cipriano e San Michele). Il cammino prosegue verso Masseria Amastuola, un’antica masseria del 1400 circondata da un incantevole vigneto giardino disegnato dal noto architetto paesaggista filosofo Fernando Caruncho; la tappa termina a Massafra.

Decima Tappa

Massafra – Mottola

Distanza: 18,7 km

Altitudine max: 386 m

Terreno: sterrato e asfalto

Tempo di percorrenza: 5 h


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Si parte da Massafra, una delle capitali del rupestre italiano tanto da essere soprannominata “Tebaide d’Italia”; la città sorge infatti tra due gravine (di San Marco e della Madonna della Scala) costellate di grotte e ambienti ipogei che conservano straordinarie testimonianze della vita che l’uomo vi ha condotto per millenni. Un lungo sentiero che si snoda tra gli ulivi secolari consente di lasciare la città ed inoltrarsi nella silenziosa campagna in cui si alternano campi coltivati e macchia mediterranea. La tappa si conclude a Mottola detta la Spia dello Jonio: dall’alto del suo colle la vista spazia infatti dal Golfo di Taranto fino alla Sila. Alle pendici del colle il viandante incontra sulla sua strada la Chiesa rupestre di San Gregorio che conserva alcuni affreschi tra cui un maestoso Cristo pantocratore.

Undicesima Tappa

Mottola - Palagianello – Castellaneta

Distanza: 16,5 km

Altitudine max: 386 m

Terreno: sterrato e asfalto

Tempo di percorrenza: 4/5 h


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Si scende dal colle su cui sorge Mottola attraverso un antico tratturo che conduce verso una zona ricchissima di insediamenti rupestri tra cui il villaggio di Casalrotto (composto da un centinaio di grotte scavate lungo le due fiancate dell’omonima gravina) e la chiesa di Sant’Angelo, l’unica chiesa rupestre d’Italia ad essere disposta su due piani di calpestio. Dopo alcuni chilometri il viandante incontra sul suo cammino un’altra chiesa rupestre, quella di San Nicola, stupefacente pinacoteca dell’arte sacra popolare pugliese del Medioevo. Si prosegue in direzione di Palagianello per arrivare infine a Castellaneta: entrambe le città sorgono a ridosso di imponenti gravine; quella di Castellaneta, profonda nel suo punto massimo 145 m e larga fino a circa 300 m, è una delle più grandi e spettacolari della Puglia.

Dodicesima Tappa

Castellaneta – Laterza

Distanza: 24 km

Altitudine max: 349 m

Terreno: sterrato e asfalto

Tempo di percorrenza: 4 h


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Da Castellaneta ha inizio la tappa più lunga del cammino. Una serie di stradine e sentieri conducono verso la riserva naturale di Montecamplo dove dominano fragni, roverelle, querce spinose, lecci e pini d’Aleppo; la fitta macchia e le numerose masserie divennero nell’800 rifugio dei briganti. Il cammino si inoltra in aree incontaminate ricoperte di ulivi e arbusti di macchia mediterranea per poi imboccare uno straordinario sentiero che corre per diversi chilometri lungo il ciglio della gravina di Laterza: è questo uno dei canyon più grandi d’Europa con pareti alte più di 200 metri; un autentico paradiso naturalistico che rivela ad ogni passo paesaggi e panorami mozzafiato. Superata l’Oasi Lipu si giunge dopo breve a Laterza, città della maiolica e del pane.

Tredicesima Tappa

Laterza – Ginosa

Distanza: 13,7 km

Altitudine max: 358 m

Terreno: asfalto e sterrato

Tempo di percorrenza: 4 h


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Da Laterza il cammino prosegue tra distese di ulivi verso Murgia San Pellegrino, una zona percorsa per millenni dai pastori che, in transumanza, si spingevano dalla Basilicata fino alle pianure del tarantino. Il cammino prosegue all’interno dell’alveo della gravina, in uno scenario selvatico e senza tempo in cui la mano della natura e quella dell’uomo si fondono fin dalla preistoria. Il viandante è accolto a Ginosa da uno straordinario complesso di villaggi rupestri, detti il Casale e Rivolta, caratterizzati da un gran numero di case-grotta disposte su più livelli collegati da scale e sentieri: i due villaggi sono stati abitati fino alla prima metà ‘900 e conservano tracce di vita antica e recente.

Quattordicesima Tappa

Ginosa – Montescaglioso

Distanza: 14,3 km

Altitudine max: 367 m

Terreno: sterrato e asfalto

Tempo di percorrenza: 4 h


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In questa tappa ci si lascia alle spalle l’aspro territorio delle gravine e ci si inoltra in un paesaggio più dolce e altrettanto sorprendente caratterizzato da vaste colline coltivate a grano e intervallate da boschetti di pini, querce e macchia mediterranea. Una serie di sentieri si snodano nel cuore di questo paesaggio: dopo aver guadato un piccolo corso d’acqua il viandante cammina all’interno di una lussureggiante vegetazione per poi giungere piedi dell’alto colle (350 metri) su cui sorge Montescaglioso, uno dei tesori della Basilicata tanto che nel 2012 ha conquistato la denominazione di “Gioiello d’Italia”. Un sentiero panoramico immerso in un bosco, si inerpica sulla collina e conduce fino alle porte della città e alla meravigliosa Abbazia di San Michele Arcangelo.

Quindicesima Tappa

Montescaglioso – Matera

Distanza: 18,8 km

Altitudine max: 413 m

Terreno: sterrato e asfalto

Tempo di percorrenza: 5 h


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Un sentiero consente di lasciare Montescaglioso e giungere fino a valle; da questo punto in poi il cammino prosegue nella pianura di seminativi e uliveti: vaste distese di campi di grano e maestosi rapaci che volteggiano nei cieli accompagnano il viandante per gran parte della tappa. Per alcuni chilometri si cammina lungo un suggestivo sentiero che corre a ridosso della gravina di Matera: un profondo canyon costellato di case-grotta e chiese rupestri si svela alla vista del viandante. L’arrivo a Matera avviene da rione Casalnuovo: uno stretto passaggio scavato nella roccia conduce al cospetto della straordinaria e ancestrale bellezza dei Sassi che costituiscono la meta del cammino.