Ristorazione


Dentro quei buchi neri dalle pareti di terra vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento erano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali. Ogni famiglia ha in genere una sola di quelle grotte per abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini, bestie. Di bambini ce n'era un'infinità. nudi o coperti di stracci. Ho visto dei bambini seduti sull'uscio delle case, nella sporcizia, al sole che scottava, con gli occhi semichiusi e le palpebre rosse e gonfie. Era il tracoma. Sapevo che ce n'era quaggiù: ma vederlo così nel sudiciume e nella miseria è un'altra cosa. E le mosche si posavano sugli occhi e quelli pareva che non le sentissero coi visini grinzosi come dei vecchi e scheletrici per la fame: i capelli pieni di pidocchi e di croste. Le donne magre con dei lattanti denutriti e sporchi attaccati a dei seni vizzi, sembrava di essere in mezzo ad una città colpita dalla peste.

Andrea Mattei - Giornalista e scrittore, parlando della Via Peuceta

La ristorazione, selezionata e basata su prodotti tipici del territorio, è infatti uno dei punti forti del Cammino! In ogni punto tappa è possibile scegliere un menu pellegrino che generalmente si aggira tra i 15 e i 20 euro, oppure di ordinare alla carta.

Una cosa importante da ricordare è che non essendoci generalmente abitati intermedi tra il punto di partenza e il punto di arrivo della tappa è fondamentale provvedere a portarsi nello zaino il cibo e l'acqua necessari per il fabbisogno della giornata. Solo in pochi casi, come per esempio nelle tappe Cassano - Santeramo e Santeramo - Altamura, è possibile fare dei rifornimenti intermedi presso le masserie che si incontrano sul cammino.