La strana leggenda di Sant’Euligio da Marbella


Da qualche tempo sulla Via Peuceta circola la leggenda di Sant’Euligio da Marbella. Onde evitare la scomunica, sottolineiamo che non si tratta di un santo reale ma di una figura fantastica, nata da un gioco colto che ha mescolato in chiave ironica i mirabolanti dettagli dell’agiografia tradizionale. Dato l’enorme riscosso da questo curioso personaggio fra i viandanti, vi riportiamo la sua storia così come è stata scritta, per il vostro e nostro divertimento: “La figura di Euligio da Marbella ha origini antiche ed è avvolta da un’aura di mistero. La versione più accreditata, attribuita a un non meglio precisato Magister Racanus, colloca Euligio nel tardo impero e narra che il giovane, guadagnato il rango di cavaliere, fosse stato inviato a contrastare una rivolta di barbari nei territori a nord del Reno.

Placata con successo la ribellione, Eluigio si mise sulla strada del ritorno ma, nell’attraversamento di un varco delle Alpi, fu sorpreso da una bufera. Quando tutto sembrava perduto, apparve al giovane condottiero un agnello dal colore corvino. L’animale parlò miracolosamente a Euligio e lo condusse in una radura dove una fonte spillava birra ambrata e da un albero pendevano succulenti stinchi. Il manipolo ebbe modo di rifocillarsi e riuscì a riprendere la via. Il giovane condottiero, una volta tornato, rinunciò alla carriera militare, rifugiandosi in un ameno luogo di collina del sud Italia, che alcune leggende identificano in Cassano delle Murge. Qui il sant’uomo dedicò il resto della sua vita alla buona cucina, aprendo le sue porte ai viandanti, in nome della sacra ospitalità. Così ben presto si diffuse la prodigiosa storia di Euligio, uomo dei portentosi stinchi. I fedeli affermano che vi sia stato anche qualche miracolo, nel corso del quale la sua raffigurazione abbia riso di gusto”.

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