Il progetto

Il Cammino Materano è un progetto ideato e registrato dall’associazione In Itinere aps. Tale realtà raccoglie professionisti dei beni culturali e dello slowtourism che intendono utilizzare il know-how maturato in ambito internazionale ed accademico per portare in Italia Meridionale l’esperienza dei cammini europei, più volte percorsi dagli ideatori in Spagna, Inghilterra, Francia e Germania.

Il mezzogiorno, infatti, a differenza del centro nord, può contare su pochi cammini realmente attivi; i tracciati esistenti, tra cui la Francigena del Sud o l’Appia, sono tutti in fase di elaborazione sia nel tracciato, sia nella strutturazione di servizi specifici per i pellegrini. Altre esperienze locali non sono riuscite ancora a strutturarsi in una forma tale da diventare un vero attrattore per la “community” dei viandanti europei. Una lacuna gravissima se si tiene conto delle grandi potenzialità del territorio.

Matera meta del Cammino: Matera è una delle città più antiche del Mediterraneo, un luogo in cui l’uomo vive ininterrottamente a partire dal Paleolitico. Il paesaggio rupestre dei Sassi, mirabile esempio di bioedilizia e di adattamento umano, è stato definito “paesaggio culturale”, in quanto espressione della civiltà e della cultura contadina. In senso più ampio Matera è una culla del genere umano, patrimonio dell’umanità e modello culturale per la straordinaria armonia ed equilibrio tra elemento naturale ed elemento umano. Un luogo degno di un pellegrinaggio.

Il Cammino Materano guarda ovviamente ad alcuni eventi di rilvanza nazionale e internazionale tra i quali Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Lo scopo tuttavia non è quello di portare un numero di “consumatori” sul territorio, bensì quello di proporre, attraverso la viabilità lenta, un nuovo modello di turismo, destagionalizzato ed ecosostenibile che permetta di valorizzare socialmente, culturalmente ed economicamente le aree interne, normalmente non interessate dai circuiti del turismo tradizionale. Solo viaggiando a 4km l’ora il turista può infatti entrare in contatto con la vera essenza del territorio, intesa come storia, enogastronomia ed ospitalità.

Il punto di forza di questa proposta è la dimensione esperienziale del viaggio lento, che permette il recupero di una dimensione umana dell’esistenza attraverso la riappropriazione del proprio tempo e ritmi di vita slow, più consoni all’essere umano. Non importa che si parta per fede o per conoscenza, la dimensione esperienziale del viaggio lento è la vera destinazione, la chiave per la comprensione di se stessi e del mondo circostante.

Si tratta dell’esatto sovvertimento del concetto di turismo “mordi e fuggi” che poco o nulla lascia al territorio e che spesso ha causato inoltre il peggioramento della qualità della vita di alcuni centri.

Il Cammino Materano: 5 vie per Matera

Il Cammino Materano nasce da una semplice domanda che un pellegrino olandese pose a uno degli autori di questa guida nella tappa tra Saint Jean de Port e Roncisvalle, sul Cammino Francese di Santiago. “Perché non si può camminare nel Sud Italia?” Effettivamente una risposta non c’era. Lui e gli altri membri dall’associazione In Itinere avevano da sempre percorso a piedi le aree interne del Mezzogiorno, ma mai avevano pensato di strutturare un cammino, di aprire una strada nuova unendo i frammenti di quelle antiche. E così, sfruttando anche la loro competenza di archeologi, di storici e guide ambientali, Angelofabio Attolico, Claudio Focarazzo, Lorenzo Lozito e Onofrio Di Lorenzo, si misero in marcia, in cammino (non a caso In Itinere), alla ricerca di queste vie, e iniziarono passo dopo passo a costruire una viabilità contemporanea.

Il Cammino non segue un percorso “filologico” in senso stretto come la Via Appia o la Via Traiana, ma ha messo a sistema strade secondarie romane, vie medievali, tratturi e sentieri, nell’intento di tenere insieme una direzione che fosse anche un’idea, ovvero quella di attraversare le sconosciute aree interne del Meridione d’Italia, per giungere nel cuore di un territorio, oggi considerato marginale, ma che per millenni è stato un centralissimo punto di equilibrio di popolazioni e culture diverse.

Di qui la meta. Matera, una perla di pietra incastonata nell’entroterra, un luogo ancestrale sospeso a metà tra Basilicata e Puglia, la perfetta destinazione per scoprire queste due terre tra loro vicine e simili, ma al contempo anche distanti e differenti. Oltre alla sua posizione geografica ci sono altri due importanti fattori che hanno contribuito a farne la meta del nostro cammino: il suo essere un modello esemplare, ed estremamente attuale, di sostenibilità ambientale, di armonia tra natura e uomo; il suo recente destino che l’ha vista risorgere dalla sua vergogna. Nel 1948 P. Togliatti aveva infatti definito la città “vergogna nazionale” per le condizioni di povertà dei suoi abitanti, ben descritte da Carlo Levi nel suo celebre “Cristo si è fermato ad Eboli”.

“Dentro quei buchi neri dalle pareti di terra vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento erano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali. Ogni famiglia ha in genere una sola di quelle grotte per abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini, bestie. Di bambini ce n’era un’infinità. nudi o coperti di stracci. Ho visto dei bambini seduti sull’uscio delle case, nella sporcizia, al sole che scottava, con gli occhi semichiusi e le palpebre rosse e gonfie. Era il tracoma. Sapevo che ce n’era quaggiù: ma vederlo così nel sudiciume e nella miseria è un’altra cosa. E le mosche si posavano sugli occhi e quelli pareva che non le sentissero coi visini grinzosi come dei vecchi e scheletrici per la fame: i capelli pieni di pidocchi e di croste. Le donne magre con dei lattanti denutriti e sporchi attaccati a dei seni vizzi, sembrava di essere in mezzo ad una città colpita dalla peste.”

Da vergogna nazionale a Capitale Europea della Cultura, il riscatto e la rinascita di Matera è, a nostro vedere, il simbolo del riscatto e della rinascita di quel Sud che, memore del suo passato, ha iniziato a camminare verso l’unico futuro possibile, un futuro sostenibile, in cui la cosiddetta mobilità lenta riveste un ruolo non secondario sotto molteplici aspetti, anche quello turistico. L’attuazione e la promozione di un turismo destagionalizzato ed ecocompatibile, è un eccellente strumento per salvaguardare l’inestimabile patrimonio naturale, culturale e umano che caratterizza le aree più interne e remote del Meridione, delle sorte di tanti piccoli e incantevoli Sud dentro il Sud.

Il punto di forza di questa proposta è il recupero di una dimensione più autentica, più intima e vicina al nostro essere, attraverso la riappropriazione del proprio tempo, del proprio corpo e dei propri sensi: mettersi in cammino significa rimettere in equilibrio spirito e corpo, armonizzarsi con la natura e tutto ciò che ci circonda; significa sviluppare una concezione nuova della propria esistenza.



Come ha giustamente osservato David Le Breton nel suo Il mondo a piedi. Elogio della marcia:

“Camminare, nel contesto della realtà contemporanea, parrebbe esprimere una forma di nostalgia, oppure di resistenza. I camminatori sono persone singolari, che accettano per qualche ora o qualche giorno di uscire dall’automobile per avventurarsi fisicamente nella nudità del mondo. L’atto del camminare rappresenta il trionfo del corpo, con sfumature diverse secondo il grado di libertà della persona. Favorisce l’elaborazione di una filosofia elementare dell’esistenza basata su una serie di piccole cose, induce per un momento il viandante a interrogarsi su di sé, sul suo rapporto con la natura, con gli altri, a meditare su un’inattesa gamma di questioni.”

In questo senso il Cammino Materano è un cammino spirituale, e di resistenza contro la frenesia della modernità: la lentezza è infatti la vera destinazione, la chiave per la comprensione di se stessi e del mondo circostante. Perché solo a piedi è possibile pienamente conoscere e comprendere ciò che sta fuori e dentro di noi; e solo viaggiando a piedi è possibile entrare in contatto con la vera essenza del territorio, intesa come natura e storia, relazioni umane, enogastronomia ed ospitalità.

Oggi il Cammino Materano è riconosciuto nell’Atlante dei Cammini del Ministero dei Beni Culturali e prevede cinque diverse vie, tutte dedicate alle popolazioni preromane del Sud Italia, fatta eccezione per la Via Sveva, dedicata alla straordinaria figura di Federico II. Partendo dalla Basilica di San Nicola di Bari, dalla cattedrale di San Nicola Pellegrino di Trani, dalla colonna della Via Appia di Brindisi, dalla cattedrale di Santa Maria della Purificazione a Termoli, dal Tempio di Hera a Paestum, si può giungere alla Cattedrale della Madonna della Bruna di Matera (una Madonna nera): un cammino tra Puglia, Basilicata, Campania e Molise, terre di transito per antichissima vocazione e tradizione, che nella loro plurimillenaria storia hanno visto il passaggio di innumerevoli viandanti provenienti da tutto il Bacino Mediterraneo e oltre.

Al momento l’unico cammino segnalato e percorribile in autonomia è la Via Peuceta da Bari a Matera.