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Torre del Marchese: quella Masseria tra Bitetto e Cassano delle Murge

Via Peuceta


Sicuramente molti viandanti, percorrendo la seconda tappa della Via Peuceta, una volta lasciato alle spalle il centro storico di Bitetto e dopo aver attraversato un piacevole sterrato tra le vigne, si saranno imbattuti in un maestoso rudere. Si tratta della cosiddetta "Torre del Marchese", in contrada Arcamone: una masseria fortificata a due piani la cui ultima fase è sicuramente di età moderna, che presenta al piano terra ambienti per stalle, depositi e un frantoio. 

Ma qual è la sua storia e perché la contrada si chiama in questo modo?

In aiuto ci vengono alcuni passi del libro "Vitetum" di Monsignor Vito Massari e Domenico Fazio, pubblicato il 1959:


"Nel 1399 il re di Napoli Luigi cedeva la baronia di Bitetto unitamente al feudo di Ceglie e Bari, per aver valorosamente combattuto in una guerra presso Taranto, a Marcello Arcamone. Costui sin dal 1382, sotto il regno di Carlo III,  era venuto in Puglia col fratello Lionello,  cui era toccata la Signoria di Ceglie.
Gli Arcamone dimorarono a lungo in Bitetto. Il 1407  il papa Martino V  trasferiva a Bitetto dalla sede di Venafro il vescovo  Carlo Arcamone. Figlio di Marcello, già  signore di Bitetto, mons. CARLO fu prelato di grande zelo e pietà cristiana. Durante il suo soggiorno bitettese ottenne dal pontefice Eugenio IV che fosse qui costituita una comunità di Francescani i quali eressero poco distante dal paese, in località  denominata Gallicella un  convento.
Mons. Carlo Arcamone  moriva nel 1432, lasciando ai Bitettesi il più grande privilegio che la storia ricordi, cioè l'erezione del Convento dei Francescani in cui poco dopo sarebbe venuto a dimorare il gran Protettore dei Bitettesi e delle popolazioni vicine, il Beato Giacomo."

Dalle notizie desunte da alcuni documenti, riportateci da Francesco Occhiogrosso, la masseria ebbe molti passaggi di proprietà e nel 1806, già della famiglia dei Noja di Mola, gli venne confiscata per l'abolizione del regime feudale.
Oggi è una delle tante meraviglie che si possono ammirare sul cammino.



Credits: l'articolo riprende le notizie di un interessante post Facebook di Francesco Occhiogrosso. 


La Credenziale


La Credenziale è una sorta di "passaporto" che attesta lo status di viaggiatore lento. All'interno della credenziale, il pellegrino avrà inoltre cura di far apporre i sigilla, o timbri, che attestano il suo passaggio nelle varie tappe del cammino.

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